Riparazioni senza scavo: quello che occorre sapere
Le condotte delle fognature domestiche, condominiali o pubbliche e quelle pluviali, come è ovvio che sia, vanno incontro a deterioramento, usura e, nei casi peggiori, alla completa rottura. Le conseguenze di una canalizzazione rotta possono essere svariate: perdite di liquidi, malfunzionamenti, odori sgradevoli, pericolose sollecitazioni all’intero sistema di canalizzazioni. In quei casi, si rende necessario l’intervento di risanamento dei tubi: in passato, per effettuare questa attività era necessario accedere fisicamente al tubo rotto, ovvero rompere la parete, il pavimento, il manto stradale o qualunque altro tipo di superficie impedisse l’accesso al condotto.
Il risanamento senza scavo
Oggi, però, le nuove tecnologie del settore consentono di eseguire il risanamento delle tubazioni danneggiate senza scavo, cioè evitando la rottura del rivestimento. In che modo? Passando dai condotti mediante specifici macchinari capaci di eseguire la riparazione dall’interno.
Il sistema di risanamento senza scavo è definito anche No-dig – dall’inglese digging, che significa appunto “scavo” – o risanamento dall’interno. In realtà, non si tratta di un solo tipo di relining (così si chiama la riparazione dei tubi), ma di diversi approcci tecnici senza scavo che consentono di eseguire la riparazione in modo rapido, efficiente e pulito.
Come funziona il relining
La prima fase del lavoro è uguale sia per gli interventi No-Dig e sia per quelli tradizionali con scavo e si avvia con una videoispezione tramite sonda che permette di identificare le tubature danneggiate.
A questo punto, però, il relining richiede tutt’altro tipo di metodica di intervento. In tutte le tecniche di risanamento senza scavo, viene impiegata una resina epossidica, ovvero una resina unita a un composto autoindurente che, sottoposto a determinati stimoli (getto d’acqua a pressione, vapore, calore delle lampade UV), va incontro a polimerizzazione, ovvero si vetrifica sul tubo rotto, riparando danneggiamenti, rotture, crepe e segni di usura.
Tipi di relining
Esistono tre tipologie di relining: a spruzzo, a guaina con calza, a guaina con LED UV.
Nel relining a spruzzo, la resina viene inserita nella parte esterna del tubo e quindi vetrificata attraverso un getto d’acqua molto potente.
Con il relining a calza, viene inserita una guaina all’interno del tubo imbevuta di resina che, sottoposta a determinati stimoli, va incontro a polimerizzazione; a fine azione, la guaina viene estratta dal tubo. La polimerizzazione, nel caso di relining con calza, viene effettuata secondo due diverse modalità di intervento: tramite vapore oppure mediante il riscaldamento indotto da lampade UV: i due sistemi garantiscono gli stessi standard in termini di affidabilità e durevolezza.